Immaginare un’installazione artistica all’interno di uno spazio preposto all’arte è quanto di più naturale riesca a venirci in mente e non abbiamo difficoltà alcuna nemmeno nel collocare le opere, idealmente, in spazi aperti o meno consueti come vecchie fabbriche dismesse, siti archeologici, vie cittadine. Un ospedale psichiatrico di certo è l’ultimo posto che ci viene in mente.
Non ad Anna Schuleit, che ha scelto il Massachussets Mental Health Center per allestire il suo progetto Bloom, che degli spazi specifici fa parte del suo messaggio. Con immense distese di fiori che colmano letteralmente corridoi, uffici, ampie sale si sovverte in un momento la reazione di disagio che generalmente un posto simile suscita in noi, annullandone in un sol colpo l’aria minacciosa e allo stesso tempo sottolineandone i dettagli, che contrastano con le migliaia di fiori. Ben 28.000 i vasi che hanno ricoperto le superfici dell’ospedale, attualmente vuoto per ristrutturazioni imminenti.
Il tuo indirizzo e-mail non verrà pubblicato.
Devi essere connesso per inviare un commento.
4 Comments